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Silendo... quo vadis?!

 

Esiste un solo Silendo o ce ne sono due, tre o mille?

 

Qual'è l'originale? A quanto pare nessuno.

 

Quanti siti web di Silendo esistono? Decine...

 

Sono simili o appositamente differenti...? Sotto la stessa regia? Chi li paga, chi li mantiene, chi detta le regole? I propietari sono dei semplici imprenditori o dei prestanome? Chissà... non lo sapremo mai.

 

Qualcuno esclamò ! Tranquilli da noi la fantasia non è ancora reato :)

 

Se solo pensiamo ai famosi "Gladiatori apocrifi" (personaggi di dubbia credibilità diventati comunque famosi, che in più luoghi hanno affermato, mentendo spudoratamente, di aver fatto parte della Stay-Behind Italiana.., la Gladio), è facile trarre la conclusione che di Silendo non ce ne sia uno solo. Non esiste un "esclusività" del nome Silendo, nessun marchio registrato, anche se nel comparto dell'Intelligence italiana il riferimento al motto "Silendo Libertatem Servo" per alcuni è oramai la consuetudine. Nei corridoi dei palazzi esiste ancora l'aggettivo "settimini"..  Chi deve sapere "SA", il dilemma è per il resto dell'opinione pubblica, seppur alla fine a qualcuno interessi davvero qualcosa sulla questione. Uno, dieci, mille Silendo, ma infondo a noi cosa cambia? Il nome indica una persona fisica o molte persone usano semplicemente quel nome quando devono "dire"? Clone, Cloni...

 

Piacere Mario ! ...e l'altro risponde : Piacere Mario ! Si, ma l'ho detto prima io ! no no, io sono Mario, tu al massimo puoi essere Super Mario o Clone di Mario..  In "pupazzo criminale" il sorcio già esisteva.. quindi .. sorcio-secco ! Et-voilà ! :-)    Quindi allora decidiamoci, facciamo Silendo e il Clone di Silendo .. :)  E se ce ne fossero altri...????!!!

 

Le Intelligence Community nel web sono davvero moltissime, e spesso capita di imbattersi in siti più o meno seri che trattano argomenti tematici con diversi approcci. Si va dal sito pseudo-demenziale a quello più accattivante ricco di universitari , freelance , professionisti e anche solo semplici appassionati. A volte chi lavora nel settore della Security, della Sicurezza Informatica e quant'altro ha un approccio tipico che tende a generare una selezione naturale per evitare "concorrenze", quindi tenterà il tutto per tutto per sminuire la controparte, qualunque essa sia. Il titolo fa la differenza,chi ha più lauree se la batte con chi ha più crest, poi c'è chi ha più gadget e chi è stato in America e quindi sta un passo avanti agli altri, daltronde una foto con lo sfondo della casa bianca fa figo, per non parlare di chi acquista la tazza o la maglietta con il logo della CIA, apoteosi:-) La saccenza spesso è all'ennesima potenza, basta seguire qualche meeting tematico e ci si rende subito conto di che aria tira, o sei con noi o sei contro di noi. Stesso vale per corsi, master e Università riconosciute o meno, se non si rientra in certi canoni della casta, si viene letteralmente emarginati dal settore, la parola "snob" è la ferrea regola.  Questo vale sia per mondo reale che e sopratutto nel "virtuale" dove non è possibile sapere chi sta dietro lo schermo ed il gioco è davvero impari non per questo meno divertente. Ma meglio essere, apparire o darla a bere?

 

Molto spesso si sente parlare di "wannabe", ovvero peronaggi che vorrebbero far parte dei servizi segreti ma nulla hanno a che fare con il comparto (riferimenti alla filmografia sono all'ordine del giorno quando si inizia lo scherno reciproco tra i contendenti del palcoscenico della rete, ognuno vuole essere il maschio alpha). Sicuramente però alcuni riescono a descrivere al meglio certi settori dando l'illusione a chi legge che davvero la sanno lunga... Ci sta chi ha fatto il militare di leva in certi luoghi e sfrutta al meglio la propria esperienza per dare una parvenza di addetto ai lavori, altri invece più astutamente riportano frammenti di notizie ascoltate o riportate da amici che fanno parte dell'ambiente, sia esso centrale che periferico. Anche un addetto alle pulizie se vuole può creare un alone di mistero inventando mille aneddoti verosimili,  e gran parte dei lettori non sarebbe in grado di distinguere di chi si tratta, se di uno interno che vuole semplicemente scrivere un messaggio trasversale o se di un semplice burlone cronico. Inoltre , quale persona che lavora nell'Intelligence è davvero in grado di sapere se tizio o caio è un dipendente delle Istituzioni? Certi comparti sono davvero fatti a camere stagne, e non è detto che sia possibile sapere se tizio è un millantatore qualunque o guardacaso una persona perfettamente sotto copertura. Beh, se fosse così facile sapere chi fà l'agente segreto, allora chiudiamo baracca e burattini e andiamo al mare :)

 

Non è detto che tizio deve essere per forza conosciuto dal personale interno, funzionario o dirigente che sia... improbabile che il tecnico della macchinetta del caffè non sia altro che un veterano proveniente da altra sede? Di certo se nasce la necessità di un attività particolare, potrebbero essere due, forse tre a sapere dell'Arcano...

 

Esiste un modo per discriminare pataccari da veri professionisti?

 

La risposta più scontata è "NO" ! In primis perche troppe volte quelli che riescono a dare la parvenza di esperti seriosi a volte non sono altro che attenti ed appassionatissimi lettori di riviste tipo Stratfor, Limes,  o altre rubriche tematiche facilmente recuperabili dal web, se poi in lingua inglese la cosa fa ancora più chic. Beh, è sottinetso che tali personaggi per darsi un tono di esclusività tendono a denigrare il resto, imperativo : chi è fuori dalla casta va annichilito (tipica espressione della tristemente famosa battaglia...). Il branco accerchia chiunque vuol farsi notare, e il resto è storia. Il modus operandi ricorda vagamente il film The Skulls, l'imprinting universitario da un certo tono.

 

 

 

Intelligence Community che dire? Beh, a volte sono un banale collettore di notizie già pubbliche ma comunque riportate ed unite in uno spazio ristretto e quidi più facilmente accessibile dagli appassionati. Ognuno è quasi libero di esprimere la propria opinione, purche in riga con le regole della casta che amministra il tutto ed è pronta a censurare qualsiasi cosa crei imbarazzo.

 

I servizi segreti entrano nei blog e scrivono ogni tanto qualcosa o si limitano a leggere ed analizzare? Possibile che le decine, centinaia di persone che ogni giorno scrivono cose serie o castronerie siano solo persone che hanno ore ed ore di tempo libero? Chi li paga? E' solo un hobby, un comune passatempo? Ci si illude che scrivendo cose interessanti si possa essere "attenzionati" da qualche Istituzione e magari essere assunti come James Bond?

 

Ma per esempio, volendo mandare un messaggio a qualcuno veicolando una Intelligence Community è quindi necessario essere "seri" o più banalmente certe cose possono essere scritte tra le righe di un misterioso burlone? Esiste un metro per valutare chi scrive e cosa scrive? E' sicuro che il "modo" di scrivere di qualcuno non possa essere copiato da altri generando un infinità di personaggi talvolta inesistenti? Possibile che la fantasia di certe entità arrivi addirittura a creare finte discussioni, battibbecchi, illudendo il lettore di essere davanti al cane ed al gatto che si litigano il posto sul palcoscenico virtuale dell'Intelligence? Steganografia forse fa venire in mente qualcosa, e se l'analisi semantica oramai è in grado di percepire molti dettagli, non è dato sapere se davvero alla fine NULLA E' COME SEMBRA....