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iGladio - GLADIO - La Verita' Negata

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All'esito veniva dunque aperto procedimento penale a carico di ignoti, quali indagati del predetto reato: si acquisiva inoltre la documentazione già esistente nel suddetto p.p. nr. 3349/90 C, nonché quella sequestrata presso gli uffici del SISMI in Roma.

Si provvedeva quindi all'esame dei ex. «gladiatori», di personale dei SISMI e di altri soggetti informati dei fatti: venivano acquisiti inoltre la documentazione della «Commissione Stragi» ed atti di altre autorità giudiziarie: veniva altresì ordinato il dissequestro degli atti della NATO reperiti presso il SISMI e qualificati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri soggetti al regime di inviolabilità stabilito dall'art. 7 del trattato di Ottawa.

Nelle more, con sentenza 10.10.91, il G. I. di Venezia dichiarava la propria incompetenza e trasmetteva alla Procura di Roma gli atti concernenti Martini Fulvio e Inzerilli Paolo, imputati del reato di favoreggiamento personale in favore dei responsabili della strage di Peteano, e di cospirazione politica in quanto «capi» della struttura clandestina denominata «Gladio».

Il processo veniva quindi riunito al precedente, previa iscrizione dei suddetti al registro degli indagati, per i reati individuati dal Giudice di Venezia.

In data 21.11.91, infine, il Presidente della Repubblica in carica, on. Francesco Cossiga, inviava alla Procura della Repubblica di Roma un documento nel quale, dopo aver dichiarato di essere stato per le cariche successivamente ricoperte, «l'unico referente politico, nonché di essere stato perfettamente informato della struttura Stay behind», richiedeva che gli fossero contestate le stesse imputazioni elevate a carico degli indagati Inzerilli e Martini. Tenuto conto del tenore di vera e propria «autodenuncia» delle dichiarazioni dell'on. Cossiga, la Procura della Repubblica trasmetteva gli atti a questo Collegio con missiva in data 18.12.91, sul presupposto che i comportamenti dell'on. Cossiga erano stati compiuti non già nella sua veste di Presidente della Repubblica, ma in quella di uomo di Governo e quindi di Ministro, non essendo quindi ravvisabili nella specie le ipotesi di reato di alto tradimento o attentato alla Costituzione.

Nelle richieste trasmesse il 3.2.92, in relazione all'on. F. Cossiga, ad Inzerilli Paolo e Martini Fulvio, indagati del reato di cui all'art. 305 c.p., il Procuratore della Repubblica di Roma, dopo ampia disamina sulla valenza penale della struttura Gladio, formulava richiesta di archiviazione.

Ed infatti dalla documentazione prodotta, confermata dalle concordi dichiarazioni degli indagati e di altre persone informate dei fatti, risulta che mentre sino al 1975 furono informati circa la struttura Stay-Behind solo l'on. Andreotti, l'on. Cossiga (nel 1967) e l'on. Gui, dal 1975 in poi si instaurò