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iGladio - GLADIO - La Verita' Negata

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Questo paragrafo è volutamente distorto e strumentale. Da nessuno degli atti citati si evince che Inzerilli sia mai stato «il principale sostenitore della riconversione della rete in funzione informativa interna», anzi. Si omette di dire che dal 20.12.86 Inzerilli lasciò la Gladio perché trasferito ad altro incarico (Direttore dell'Ufficio Centrale per la Sicurezza, dipendente dalla A.N.S. ed incardinato nel CESIS e quindi al di fuori del SISMI). Certamente, quale capo di Stato Maggiore del SISMI (a partire dal novembre 1989), Inzerilli ha avuto un notevole peso ma il suo eventuale coinvolgimento nelle problematiche Gladio appare dagli atti esistenti solo dopo che la struttura era stata messa «sub iudice» ed immediatamente prima del congelamento/scioglimento dell'Organizzazione.

E disse il vero dato che la Gladio, era una organizzazione nazionale alle esclusive dipendenze di Autorità nazionali, pur essendo legata alla NATO, dalla quale comunque non riceveva ordini o disposizioni ma semplicemente richieste che, sempre a discrezione delle competenti Autorità nazionali, potevano essere o non, prese in considerazione.

Non fu indotto ma dichiarò — E fece bene, visto che l'argomento riguardava la Difesa del Paese e quindi era doverosamente coperto dal Segreto di Stato. D'altra parte, a tutt'oggi, nessuna inchiesta parlamentare o giudiziaria ha trovato la minima connessione tra Gladio e fatti eversivi quali il citato golpe Borghese.

Questa è una cattiveria gratuita, oltreché strumentale. Chiunque abbia conosciuto l'Ammiraglio Martini sa benissimo che non è uomo che non si sia sempre assunto le proprie responsabilità né è uomo capace di raggirare le superiori Autorità.

Ne fanno testo tutti i suoi interventi al COPACO o alla stessa Commissione Stragi nel periodo in cui ha diretto il Servizio, interventi spesso duri nei quali però è sempre stato detto «pane al pane e vino al vino».