iGladio - GLADIO - La Verita' Negata

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L'inizio, dove viene detto che presso gli Stati Maggiori della Difesa e delle tre FF.AA. non è stata trovata alcuna indicazione (alias documenti) salvo la conoscenza da parte dei vertici di una specifica pianificazione del SISMI. La conclusione, nella quale si afferma che tutti i vertici politici e militari sono a conoscenza dell'esistenza e delle finalità della Operazione Gladio, anche se non delle modalità organizzative. Chi legge mi capirà se non ho virgolettato queste due frasi. Da questo momento (maggio '90) in poi, i tri e quadristellati si sono nuovamente scordati della Gladio, e dei suoi uomini soprattutto. Al momento del mio siluramento alla promozione, un anno dopo, non c'è stato uno che abbia aperto bocca e quando, molto cortesemente, la stampa ha sbandierato il fatto a cinque colonne, non c'è stato uno che abbia telefonato per dire «Mi dispiace» (non si sa mai magari le telefonate sono registrate!).

Se mai avessi avuto qualche dubbio, me lo sono tolto la sera del 15 novembre '91 quando ho lasciato per l'ultima volta l'ufficio ed il servizio attivo. Gli unici «uomini con le stellette» che mi hanno salutato, e per la verità anche calorosamente, sono stati i Carabinieri in servizio all'ingresso di Palazzo Baracchini. A loro un sentito grazie. Da notare che ben 12 degli attuali tre stelle sono miei compagni di Accademia, altri 8 sono miei anziani e 5 sono «cappelloni», come si chiamano in gergo quelli del corso successivo, persone con le quali ho convissuto almeno un anno a Modena ed uno a Torino, sempreché non ci si sia poi incontrati nel prosieguo della carriera.

Ma questi silenziosi VIP si sentono la coscienza a posto, perché una schiera di superburocrati con le stellette li ha rassicurati che non mi meritavo la promozione perché non ero uscito primo né all'Accademia, né alla Scuola di Applicazione, né alla Scuola di Guerra e perché da Tenente Colonnello in poi non avevo comandato nulla. I diciassette anni passati al Servizio sono stati, per loro, una lunga vacanza senza problemi e responsabilità. L'essere stato, tra gli altri incarichi, per tre anni il responsabile a livello nazionale della Sicurezza Amministrativa dello Stato e per due anni il Capo di Stato Maggiore del Servizio, viene giudicato meno importante di aver comandato un Reggimento o una Brigata. Ed è questo metro di valutazione che fa si che gli elementi migliori delle Forze Armate stiano alla larga dal Servizio (nota bene «Militare») che, per contrapposizione, è pieno di ufficiali di complemento dei Ruoli ad Esaurimento, di cosiddetti «trombati» o di sicuri candidati alla trombatura, tutta gente ovviamente altamente motivata e qualificata. Le eccezioni, che per fortuna ci sono, servono solo a confermare la regola.

Dopo la «civilizzazione» del Servizio, a seguito dell'entrata in vigore della legge 801, nel 1985 venne promulgata una norma transitoria che consentiva al personale di riacquisire lo status militare, con conseguente rico-