iGladio - GLADIO - La Verita' Negata

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11. GLADIO E IL SERVIZIO

Le pagine seguenti potranno sembrare un poco difficili e, forse, criptiche per chi non ha dimestichezza o frequentazione con i servizi segreti. Sono, però, perfettamente comprensibili da chi ne ha fatto parte o ne ha dimestichezza. Ci scusiamo con il lettore se farà fatica nell'interpretarle, ma se ci riuscirà, la sua conoscenza ne sarà arricchita.

n.e.

 

Ho già avuto modo di dire che i rapporti tra gli addetti alla Gladio ed il resto del Servizio non erano proprio idilliaci. L'accentuata compartimentazione ed una rigorosa tutela del segreto su tutte le attività della 4a, poi 5a Sezione dell'Ufficio «R» dava fastidio per principio, specie a chi doveva fornire soldi, mezzi, materiali e personale senza poter sapere a cosa servisse. Conoscere è potere ed una limitazione della conoscenza veniva interpretata un po' come una limitazione del proprio potere e, da parte di alcuni, in una certa mancanza di fiducia nei loro confronti. Questa situazione faceva si che, mentre vi era una notevole compattezza all'interno della Sezione, non c'era corresponsione di amorosi sensi fra la Sezione ed il resto del Servizio, neanche all'interno dello stesso Ufficio «R». D'altra parte i Capi o Direttori del Servizio consideravano l'organizzazione necessaria (per qualcuno poi superata) e dovuta, per rispetto agli impegni presi in ambito NATO, ma costosa, senza un ritorno immediato o quanto meno a breve termine, che è in definitiva il metro di giudizio col quale al Servizio si è abituati a valutare il rendimento e l'efficacia delle proprie strutture. Non sono sicuramente stato l'unico, ma ho pagato personalmente e più di una volta questa situazione.

Nell'aprile dell'anno X si rese libero il posto di Capo Ufficio «R» dal quale dipendevo. Ero il Capo Sezione più anziano, Colonnello pieno, pari grado dello stesso Capo Ufficio. Il Capo Servizio mi spiegò che il mio lavoro era troppo importante perché potessi lasciarlo e nominò a dirigere l'Ufficio in sede vacante un Ten. Colonnello che dirigeva un'altra Sezione. A novembre arrivò il titolare, Colonnello pieno e più anziano di me, anche se mio compagno di Accademia. Decisione formalmente ineccepibile, ma senza tener conto delle esperienze acquisite in diversi anni passati al Servizio. Un mese dopo venne creata, in tutti gli Uffici che si trasformavano in Divisioni, la figura del Vice Direttore. L'incarico lo assunse un altro Ten. Colonnello che aveva davanti a se almeno ancora un anno per essere promosso. Io restai