iGladio - GLADIO - La Verita' Negata

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ancora al palo. Alcuni anni dopo, da tempo dirigevo la 7a Divisione, venni convocato a Palazzo Baracchini dal Direttore. Mi venne affidato l'incarico di Direttore della 2a Divisione, già Ufficio «R» nella quale sarebbe, con me, riconfluita la Sezione Gladio. Accettai, ringraziai, ripresi la macchina e ritornai al Forte. Appena messo piede nel mio ufficio il Capo della Segreteria mi avvisò che dovevo immediatamente chiamare il Baracchini senza aprire bocca. Chiamai. La 2a Divisione era stata assegnata ad un'altro. Ho continuato a dirigere la 7a divisione, e quindi la Gladio, fino a dicembre 1986.

Un secondo fattore di turbativa, era costituito dalla valenza politica dell'organizzazione, dal timore, cioè della strumentalizzazione che a livello politico si sarebbe potuta fare se l'esistenza della organizzazione fosse venuta alla luce (come purtroppo si è puntualmente verificato). Era un problema che interessava ovviamente solo i miei Superiori diretti. Alla fine del '76, quando ormai avevo le idee ben chiare su quanto c'era da fare per rendere realmente operativa l'organizzazione, e la pianificazione operativa era ormai stata approvata, avevo fatto uno studio sulle conseguenti necessità di incrementi organici. Tenuto conto che le esigenze del tempo di guerra erano notevolmente superiori a quelle del tempo di pace (ma non si poteva aspettare la mobilitazione per completare i Quadri) proponevo di impiegare il personale, diciamo così, in esubero, per costituire la Scuola del Servizio. All'epoca ogni ufficio provvedeva ad addestrare in proprio le nuove leve. Suggerivo altresì che, dato il peso della organizzazione, questa costituisse un ufficio a se stante e quindi più omogeneo nelle sue componenti (addestramento dei gladiatori - addestramento del personale del Servizio) sgravando il Capo Ufficio «R» di una parte delle sue incombenze completamente diverse e già sufficientemente gravose per conto loro. Non erano proposte fatte «prò domo mea» dato che sapevo che per prassi all'atto della promozione sarei rientrato in Forza Armata.

La ritenevo una proposta logica e razionale che avrebbe dovuto essere concretizzata dal mio successore. Che fui io stesso, per una serie di imponderabili ed impreviste concause. Bene. Non ho mai trovato in tutta la mia carriera un così sentito appoggio a che le mie idee si realizzassero concretamente e possibilmente in tempi brevi. Un'altra particolarità della «centrale» della Gladio era la sua autosufficienza. L'essere stata concepita e strutturata, contemporaneamente per durare nel tempo, attivarsi fin dal primo giorno dell'invasione (per i Nuclei di collegamento presso gli Alti Comandi NATO addirittura a ridosso dell'inizio delle ostilità) ed operare presso un eventuale Governo in esilio, ovunque esso fosse, imponeva uno spiccatissimo livello di autonomia in tutti i settori. E ciò non soltanto per quanto attiene la disponibilità in proprio di mezzi e dei relativi operatori, ma anche di cervelli e dirigenti che conoscano a fondo le varie problematiche, sia dal