iGladio - GLADIO - La Verita' Negata

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invece la prassi di informare sistematicamente i Ministri della Difesa mediante un appunto (ed. «briefing») che restò uguale sino al 1984, anno nel quale si ricorse ad una elaborazione, ancora più stringata e succinta del «briefing», che venne diretto, salvo eccezioni non sempre chiare nelle ragioni, ai Presidenti del Consiglio dei Ministri, ai Ministri della Difesa ed ai capi di Stato Maggiore, ai quali si richiedeva una sottoscrizione per «presa visione».

Lo schema di «briefing» del 1975, e più sinteticamente quello invalso dall'84 in poi, conteneva la descrizione della struttura, ivi comprese le circostanze della sua nascita, dei suoi scopi, delle forme e criteri di reclutamento, della consistenza del personale.

Se riguardata alla luce di quanto risultante dal «briefing», la struttura Stay Behind di per sé stessa non appariva allora, né appare oggi, caratterizzata da elementi che integrano ipotesi di reato da parte dei responsabili e/o componenti della struttura medesima.

Ed invero, della struttura, per sé stessa considerata, sono perfettamente note le origini, risalenti al 1951 (cfr. promemoria dell'8.10.51 diretto dal Gen. Broccoli direttore del SIFAR al Capo di Stato Maggiore della Difesa), ove si evidenziava l'opportunità di creare una rete di resistenza clandestina post-occupazione, per il caso di conflitto con invasione del territorio nazionale da parte del nemico.

Il 28.11.1956 intervenne poi l'accordo SIFAR-CIA, generalmente considerato come l'atto istitutivo della struttura Stay Behind, con il quale, invece, si rafforzarono precedenti accordi già esistenti tra i Servizi Italiano e Americano, risalenti almeno ai primi anni '50 (come risulta dalla «Relazione» per il Capo del Servizio datata 19.11.57 proveniente dall'Ufficio R, Sezione SAD), ed aventi già ad oggetto la nota base di addestramento sita in Sardegna (denominata C.A.G.). Con tale accordo del '56 si risolse - tra l'altro - di prescegliere la collaborazione con gli USA, piuttosto che con gli altri Paesi di ambito N.A.T.O. con i quali pure sarebbero state possibili intese in tal senso.

Vi è da notare, peraltro, che l'accordo fra i due Servizi non fu comunicato al Parlamento per la ratifica, in quanto rientrante tra gli accordi bilaterali di collaborazione e di assistenza previsti dall'art. 3 del Trattato del Nord Atlantico del 4.4.49, approvato con L. 1.8.49 nr. 465, e, non secondariamente, in quanto ritenuto inconciliabile con la particolare riservatezza della materia.

Ciò che conta rilevare è che, così come formalmente prospettato nei «briefings», la struttura Stay-Behind non aveva né lo scopo di reprimere sovvertimenti interni, (compito istituzionalmente appartenente ad elementi organizzativi dello Stato, quali forze di polizia dipendenti dal Ministro dell'Interno), né di contrastare e/o impedire la legittima conquista del potere, da parte delle forze politiche di opposizione.