iGladio - GLADIO - La Verita' Negata

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8 - Cap. 3 pag. 22

Sul piano dei rapporti con il servizio americano si ebbe la revoca da parte statunitense dell'accordo del '56. Nell'incontro del 15 dicembre 1973, convocato per fare il punto sull'intesa italo-statunitense, i rappresentanti del servizio americano comunicarono infatti di non ritenere più validi i termini del re-statement approvato sedici anni prima, e proposero di sostituirlo con un meno impegnativo «memorandum d'intesa» da ridiscutere annualmente (si veda allegato 7).

L'affermarsi, sul piano dei rapporti militari tra Est e Ovest, di una strategia fondata sul ricorso al nucleare in quanto strumento di «risposta flessibile», aveva reso improbabile la prospettiva di un'invasione di lunga durata dei territori appartenenti al Patto Atlantico e, quindi, aveva comportato una netta riduzione d'importanza della dottrina della «guerra non ortodossa». I presupposti stessi della pianificazione stay-behind erano venuti meno, aprendo la strada ad un deciso ridimensionamento delle relative predisposizioni.

9 - Cap. 3/pag. 22

La politica seguita in quella fase dal servizio americano si orientò lungo due distinte direzioni: da un lato, il disimpegno dalla gestione diretta (anche finanziaria) della rete stay-behind con il trasferimento del controllo ai Comandi Nato, dall'altro, la rinegoziazione del rapporto privilegiato accordato all'Italia sulla base di una riconversione della rete per operazioni ed attività di controinsorgenza interna.

10 - Cap. 3/pag. 23

Ciò lo indusse, quando pochi mesi più tardi vi fu l'incidente di Aurisina, a profittare della occasione per ordinare, con il consenso del generale Vito Miceli, capo del Sid, l'immediato recupero dei materiali occultati e la smobilitazione di parte degli uomini arruolati (circa un centinaio). L'operazione