iGladio - GLADIO - La Verita' Negata

146

II problema non sfiorò in alcun modo i responsabili politici. Addirittura la «riforma» fu gestita da altri poteri, quelli piduisti.

27 - Cap.4 / pag.35

Nell'aprile 1984 il Sismi passò all'ammiraglio Fulvio Martini. E Gladio accrebbe ancora di più la sua sfera di attività. Non poteva accadere diversamente, dato che nella gestione Martini aumentò di molto il peso del generale Paolo Inzerilli che, da responsabile diretto di Gladio nel periodo 1974-1986 e principale sostenitore della riconversione della rete in funzione informativa interna, divenne poi, sino all'ottobre 1991, il capo di Stato Maggiore del Sismi, il secondo per importanza nel Servizio.

28 - Cap. 4 / pag. 35

II Presidente Craxi, in una audizione presso il Comitato, nel 1985, rispose, sulla base delle informazioni ricevute dal Servizio, che non esistevano accordi che ponessero i nostri Servizi in posizione subordinata rispetto ad altri servizi o ad organi sovranazionali.

29 - Cap. 4 / pag. 35

Risposte negative avevano sempre avuto, nel corso degli anni, anche i magistrati che si erano imbattuti nelle tracce di strutture riservate. Lo stesso Presidente del Consiglio Aldo Moro, interrogato nel marzo 1975 dai magistrati che conducevano l'inchiesta sul golpe Borghese in ordine all'esistenza di un organismo informativo e operativo parallelo, direttamente dipendente dal capo del Sid con compiti diversi da quelli istituzionali, fu indotto a dichiarare che non vi erano nei servizi simili strutture riservate.

30 - Cap. 4 / pag. 35

La decisione assunta dall'ammiraglio Martini nel 1984 di far sottoscrivere il documento di «presa conoscenza» ai Presidenti del Consiglio e ai Ministri della difesa, non solo non sanò l'illegittimità in atto, ma la aggravò ancora di più, perché il consenso così ottenuto aveva il solo scopo di alleggerire le responsabilità di chi chiedeva la firma e di lasciare nei guai chi la concedeva.