iGladio - GLADIO - La Verita' Negata

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Non è poi tanto sconcertante se si tiene presente che tutta l'attività era coperta dalla più alta classifica e qualifica di segretezza sia in ambito nazionale che in ambito NATO e che proprio in ambito NATO era previsto che l'argomento venisse trattato esclusivamente dagli addetti ai lavori.

I Servizi avversari non sapevano ma presumevano o erano sicuri dell'esistenza di una organizzazione che faceva parte della loro dottrina militare. Peraltro Ministri della Difesa e Presidenti del Consiglio sembrano far parte delle istituzioni (o no?).

Tutti i Ministri della Difesa dal '74 al '90 sono stati informati eccetto Sarti

(Ministro per soli 3 mesi nel 1980) e Gaspari (3 mesi nel 1987).

Dal 1984 sono stati informati direttamente anche tutti i PCM (eccetto Fanfani che fu PCM per soli 3 mesi).

In precedenza venivano informati i CSMD dai quali il Servizio dipendeva —

Quindi nessuna selezione.

Il caso del sen. Fanfani non è per nulla significativo. Fanfani ed il suo Ministro della Difesa (Gaspari) non sono stati indottrinati in quanto il Governo è rimasto in carica solo 11 giorni. Non fu indottrinato quando fu Presidente del Consiglio negli anni '54, '58-'59, '60-'62, '62-'63, in quanto all'epoca il Servizio dipendeva dal Capo di SMD e la prassi in vigore prevedeva che a tale carica fosse rivolto l'indottrinamento.

Infatti sono stati indottrinati nel 1954 il Gen. Marras, nel '58-'59 il Gen. Mancinelli, nel '60-'62 e nel '62-'63 il Gen. Rossi. Nel periodo '82-'83 la prassi prevedeva che fosse indottrinato il Ministro della Difesa dal quale di­pendeva direttamente il Servizio. All'epoca Ministro della Difesa era l'On. Lagorio che era stato già indottrinato nell’80.

Da tutte le osservazioni fatte ai precedenti capitoli, in particolare dalle note n. 13 - 15 - 16 - 21 - 27, la cosiddetta «riconversione» non sembra essere «pienamente documentata» ma appare più che altro una ipotesi del relatore.

Non si capisce da dove derivi la citata «illegittimità».

Peraltro la eliminazione di Gladio era possibile da parte del PCM senza che venisse sciolto il segreto, senza rendere difficili (almeno in certi momenti) i rapporti tra il Servizio italiano e quelli di alcuni paesi NATO, senza dare pubblicità ai nominativi dei civili appartenenti all'organizzazione, senza dare in pasto alla politica fatti che riguardavano la difesa del paese.