iGladio - GLADIO - La Verita' Negata

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PREFAZIONE

Sono nato a Milano il 15 novembre 1933. Mio padre era napoletano, di quelli che pochi mesi dopo la laurea (in ingegneria elettrotecnica) hanno preso il treno e sono saliti al nord da dove non si sono più mossi. Mia madre appartiene ad una famiglia di artisti, pittori e scultori le cui opere stanno anche al Quirinale, al Tempio Civico di Milano e in qualche museo e galleria. Questo è il primo «imprinting» che ho avuto, l'accoppiata tra l'arte e la tecnica.

L'altra caratteristica della mia famiglia sono le origini. Da una parte una famiglia impiegatizia, dall'altra uno stemma araldico che trova riscontro nelle patenti di Federico Barbarossa. In altri termini provengo da un famiglia della media borghesia solidamente ancorata alla Milano degli anni trenta.

Mio padre lavorava in un grossa società che progettava e realizzava, tra l'altro l'elettrificazione delle ferrovie dello stato. Ovviamente aveva la tessera del P.N.F. e altrettanto ovviamente stava parecchio lontano da casa. Perciò quando all'inizio del '40 si assentò per un po' di tempo pensai che fosse lungo i binari della Genova-Firenze. Invece stava a due passi, a San Vittore, braccio politici, ovvero antifascisti.

Rientrato dalla «vacanza» perse ovviamente il posto e mise in piedi, da solo, una fabbrichetta di materiale elettrico che poi finì sotto le bombe inglesi.

Ma lui, testardo, ricominciò.

Tra il '40 e il '43 lo vidi in uniforme da Tenente e mi piaceva un sacco coi pantaloni a sbuffo e gli stivaloni lucidi. Io ero Balilla. Dopo l'8 settembre tornò in borghese anche perché era stato degradato a soldato semplice e congedato per non aver giurato alla R.S.I. Durante la guerra noi bimbi (io e mio fratello) ed i nonni eravamo sfollati, prima a Varese e poi in campagna, perché Milano veniva spesso bombardata. Perciò non c'era nulla di strano