iGladio - GLADIO - La Verita' Negata

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1. LE PREMESSE

Si sceglie la carriera militare essenzialmente per quattro motivi:

- per tradizione familiare: è una motivazione che si addice ad una minicategoria (1 x 1000?) ormai in via di estinzione;

- per desiderio di elevazione sociale: è la motivazione che spinge molti Sottufficiali a mandare i propri figli in Accademia perché acquisiscano
quello status che loro non hanno mai avuto ed al quale sono stati subordinati per tutta la loro vita; 

- per avere un posto statale: è la motivazione dei più, specie se originari del centro-sud;

- per passione della vita militare, considerata come espressione di virilità (nel senso vero, non del tipo macho), di cameratismo, di appartenenza ad una élite destinata a servire e difendere il proprio paese, erede dei grandi condottieri che hanno scritto pagine della nostra storia.

È la motivazione di un'altra minicategoria che probabilmente (spero) non scomparirà. Qualche sognatore esisterà sempre. Entrati in Accademia le differenze motivazionali scompaiono. Le sveglie antelucane, la fatica fisica, la difficoltà degli studi (specie quelli «non militari») la dura disciplina, le divise coi bottoni d'oro che devono essere sempre perfette ed a piombo, la vita in comune, tutto questo fa dimenticare perché si è entrati e fa desiderare e pensare intensamente ad una sola cosa: uscirne con la stelletta da Ufficiale.

I due anni di Scuola di Applicazione a Torino non modificano essenzialmente la situazione. Un po' meno di disciplina e di vita in comune ma bisogna recuperare i due anni di semiclausura dell'Accademia Militare di Modena.

Donne e champagne nei limiti consentiti da un magro anzi, magrissimo stipendio. Non c'è tempo per pensare ai perché. Gli obiettivi sono la specialità (alpini, bersaglieri, pontieri ecc.) e la prima sede. Si gioca tutto