iGladio - GLADIO - La Verita' Negata

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 realizzeremo al meglio quello che sappiamo. Per il momento tiriamo a campare.

Se appartieni alle minoranze, che sono poi una sola, l'ultima, dato che la prima, come spirito, viene facilmente assorbita dalle altre tre, hai davanti a te due possibilità. La prima sono le dimissioni ed il rientro alla vita «civile» dove intraprendere un'altra carriera - è un po' come suicidarsi perché il grande Amore ci ha lasciato. Serve a poco salvo a farsi compiangere al momento e per poco tempo dopo la dipartita. La seconda è piangere di rabbia, ma solo dentro di te, rimboccarsi le maniche e fare il possibile per migliorare dall'interno la situazione, senza pretendere di sconvolgere il mondo e di esserne il nuovo Profeta.

È una strada difficile e se la imbocchi vivrai tutta la vita come tutte le minoranze. Sarai perennemente sotto osservazione. Che tu faccia o non faccia, ognuno si domanderà il perché, a cosa miri, cosa ci guadagni, quanto gli costerà o gli turberà il proprio modus vivendi.

La contropartita è la propria soddisfazione, qualche volta una pacca sulle spalle, altre volte un sorriso a mezza bocca dei dipendenti.

Negli anni cinquanta tutto il personale dell'Esercito per dormire al campo o durante le esercitazioni aveva in dotazione un saccone che veniva riempito di paglia. Ciò valeva, ovviamente, anche per i plotoni paracadutisti che facevano parte di ciascuna delle Brigate Alpine. Ridicolo, anacronistico, ma rispondente ai regolamenti di amministrazione e quando ci sono soldi in mezzo non si scherza. La paga del soldato all'epoca era poco più di tremila lire al mese, ma i paracadutisti prendevano in sovrappiù una speciale indennità che ammontava a circa ventimila lire. Appena arrivati alla Brigata le recinte venivano riunite dal Comandante di plotone che spiegava loro come fossero soldati di élite, quanto fossero in gamba, che erano destinati a svolgere compiti particolarmente difficili e delicati quali l'occupazione preventiva di passi e valichi, se la Brigata agiva in attacco, o la condotta di operazioni di sabotaggio e disturbo nelle retrovie del nemico, se la Brigata agiva in difensiva. Per svolgere dette azioni era necessaria la massima autonomia logistica ed un adeguato equipaggiamento. Quindi, nulla contro che ognuno versasse una quota parte dell'indennità di aeronavigazione per acquistare materassino pneumatico, sacco a pelo, un secondo paio di stivaletti da lancio (la «naia» ne passava solo un paio) scarpette e tuta da ginnastica, materiale che ovviamente ognuno si sarebbe portato a casa all'atto del congedo? La risposta naturalmente (pazienza ed entusiasmo) era si. Ed in questa maniera, cioè con l'autofinanziamento, le truppe alpine disponevano di unità valide e credibili.

Ho citato questo episodio di vita vissuta per diversi motivi.

Prima di tutto per stemperare la precedente tripartizione della classe