iGladio - GLADIO - La Verita' Negata

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sempre qualcosa. Forse potrai barcamenarti e non fare la solita figura dell'Ufficiale di Stato Maggiore che per principio sa tutto e di conseguenza non sa fare nulla.

Sottobanco ti arriva la notizia che sarai assegnato all'Ufficio «R» e cioè alla ricerca all'estero. Ti riprende il panico perché ti rendi conto che nel settore hai una nebbia assoluta ed a questo punto ti metti l'anima in pace e ti preoccupi di problemi banali quali il trasloco, la ricerca della casa, ecc. ecc. Arrivi al giorno fatidico e ti presenti a Forte Braschi dove sei ricevuto dal Capo Ufficio «R» che ti comunica ufficialmente il tuo nuovo incarico: sarai il Capo della Sezione Addestramento Speciale. E dopo che in poche parole ti viene spiegato più o meno dettagliatamente quale è il vero compito che ti è stato affidato tiri un sospiro di sollievo e ti torna il sorriso. è qualcosa che non ti è sconosciuto e che pensi di saper fare, naturalmente dopo i necessari approfondimenti. Sai cosa significa lavorare in autonomia ed in isolamento. Sai cosa vuoi dire pianificare e condurre operazioni al di là delle linee.

Hai uno staff di una trentina di persone nessuna delle quali è titolata né destinata a fare carriera, ma sei abituato a valutare la gente per le sue qualità personali e professionali e non per il numero delle stellette o la presenza degli alamari sul bavero.

Il comandare un esercito di poco più di 200 uomini anziché avere il comando di un'unità regolare di alcune migliaia non ti deprime perché ti è sempre interessato di più cosa fare e come farlo anziché con quante persone farlo. Quanto detto fino a questo momento è la spiegazione del perché ho assunto l'incarico di responsabile della «Gladio» con serenità ed entusiasmo, senza mugugni o riserve mentali. Con questo non voglio assolutamente dare giudizi sui miei predecessori o sul mio successore ma voglio sottolineare che solo il caso, e non una oculata analisi dei Superiori, ha messo una volta tanto l'uomo giusto al posto giusto. Almeno così ritengo. Devo aggiungere per onestà che, come tutti gli ufficiali in servizio di Stato Maggiore, sapevo di dover permanere nell'incarico per un periodo di tre anni alla fine dei quali ci sarebbe stata la prevedibile promozione al grado superiore ed il conseguente ritorno ai reparti tra le amate montagne. Questa ipotesi pressoché sicura, comunque altamente probabile (la promozione in realtà arriverà al quarto anno) mi consentiva di iniziare ad operare come se lavorassi in un ambiente a rischio, sapendo però che esiste una uscita di sicurezza.

L'esperienza dimostrerà che anche questo è un grosso errore abitualmente commesso da chi agli Stati Maggiori è preposto alla designazione degli incarichi.