iGladio - GLADIO - La Verita' Negata

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volta troppo chiacchierona) erano disposti a far entrare nell'organizzazione la moglie. Aumentavano le possibilità di copertura, c'era meno bisogno di inventarsi bugie, almeno in famiglia, in alcuni casi addirittura si risolvevano problemi di gelosia (queste assenze da casa, magari solo notturne). Le donne si sentivano più partecipi alle attività del marito, ne guadagnava la serenità familiare, era un vantaggio per l'organizzazione. Oltretutto, ai corsi misti, si creava la classica sana emulazione uomo-donna, con risultati oltremodo positivi per maggior impegno e serietà. Ma i figli continuavano a restare fuori. Non era certo per proteggere la famiglia, a questo punto. E allora? Se chiedevi a qualcuno, col quale eri più in confidenza, il perché, ti sentivi dire che il figlio era troppo giovane, bisognava aspettare che si trovasse un lavoro e vedere quale. E se poi si sposava? Chi sarebbe stata la futura moglie? Da quale ambiente proveniva?

Proteggevano l'organizzazione anche «contro» i figli! Ci sono volumi e volumi di storia sulla doppia italianità, dai Guelfi e Ghibellini, alla guerra di Spagna, a Malga Porzus. In questo caso non vi erano contrapposizioni, ma la, indubbiamente meditata, coscienza che la difesa del Paese era un valore che poteva e doveva prevalere anche al di sopra degli affetti familiari. Questi erano gli uomini con la «U» maiuscola che costituivano la Gladio. Qualcuno gli aveva insegnato qualcosa, se già non l'avevano dentro di sé, e questo qualcosa era diventato la seconda, ma vera, natura di ognuno. Il merito andava tutto ai predecessori, ma sopratutto alla banda di «sciagattati» della Centrale, specie i più vecchi.

Devo dire che ci sono voluti mesi per fare questo giro d'Italia, vedere, ascoltare e valutare, ma alla fine, rientrato a Roma ero in condizione di poter tirare un sospiro di sollievo. Avevo un Esercito, piccolo, forse poco addestrato, ma altamente qualificato sul piano morale e spirituale, sul quale avevo capito di poter contare senza timori o ripensamenti. Anche questo passo era stato felicemente superato e potevo dedicarmi con tranquillità agli altri aspetti del problema. Per onor di cronaca, e della verità, devo confessare di essere un tipo diciamo «biposto» (in termini aviatori, la mia grande passione). Da un lato sono un freddo uomo d'armi, un gelido e calcolatore ufficiale di Stato Maggiore capace di programmare a tavolino con una bella freccia azzurra un attacco decisivo contro il nemico e di stimare con esattezza, tra le altre cose, quanti morti o feriti rimarranno sul terreno, quante ambulanze, ospedali da campo e drappelli Onoranze ai Caduti sarebbero necessari a sgombrare il campo. Dall'altro lato sono uno al quale vengono i lacrimoni mentre assiste in TV alla sfilata del 2 giugno (altri tempi) o quando lascia l'ultimo incarico, specie se al comando di uomini, sono uno che ha pianto senza ritegno quando ha saputo che sarebbe diventato papa e che ha avuto le nausee tutto il periodo della gravidanza (della moglie ovviamente,