iGladio - GLADIO - La Verita' Negata

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mondiale, cosa era successo in Vietnam ed in Cambogia. Mi erano rimaste impresse le restrizioni dei movimenti, le difficoltà dei collegamenti, le requisizioni dei mezzi di trasporto ecc... Come si faceva ad esfiltrare da Trieste alla frontiera francese un VIP con quattro bollini verdi messi a Trieste, Verona, Milano e Torino? è vero che mi aspettavo la sintesi, ma quello che avevo visto mi sembrava un po' eccessivo!

A questo punto, poco speranzoso invero, passai alla seconda cartellina che conteneva altre carte ma ad una scala un po' inferiore, solo uno a due milioni e mezzo. Una riportava le linee ferroviarie, sul tipo delle carte che le Ferrovie dello Stato appiccicano nell'ingresso di ogni vagone.

La seconda riguardava le linee elettriche, tipo le brochure dell'ENEL, la terza la produzione industriale, più o meno fotocopia di una pagina dell'Atlante del Touring (quella dove ci sono i disegnini con le ciminiere, gli alambicchi ed i martelli incrociati).

Le ultime due riportavano le zone ritenute idonee agli aviolanci ed agli sbarchi dal mare ma a livello dell'intera flotta Sovietica del Mediterraneo non per un gommone «clandestino». Tutta roba che forse poteva servire a qualche Alto Ufficiale di Stato Maggiore per fare un briefing a qualche Ministro, magari anche un po' distratto (il che peraltro non sarebbe stata una novità). A questo punto ho realizzato che era forse più opportuno passare dal generale al particolare. Vorrei vedere i dossier relativi alle zone di aviolancio e di atterraggio... Non esistono. I dossier delle zone di sbarco... Non esistono. Quelli relativi agli obiettivi della guerriglia e del sabotaggio? N.N. Quelli delle cosiddette zone di sopravvivenza e dei punti di contatto tra una rete e l'altra per poter esfiltrare qualcuno? altro N.N.

A questo punto tutta la «parrocchia» (era il soprannome che avevo dato alla Sezione) entrò in fibrillazione. Che diavolo voleva questo nuovo Capo? Piani di operazione documenti - carte. Non gli andava bene niente. E sopratutto non trovava niente. Timidamente si fece avanti il «Disegnatore» e mi lasciò da esaminare il dossier relativo ai punti di passaggio alla frontiera con la Francia che aveva avuto incarico di compilare personalmente.

C'era tutto: itinerari, dove trovare l'acqua, dove ci si poteva riparare e riposare, quanto tempo occorreva per arrivare al confine dal punto «X» se il cliente era un cervellone ma fisicamente bolso, e quanto ce ne voleva invece se era un atleta (magari senza cervello). Cosa cambiava di notte rispetto al giorno o d'estate rispetto all'inverno, con la neve o con la pioggia. Un lavoro da certosino o meglio da «Perfezionista», che sicuramente aveva comportato un notevole sforzo fisico, molta attenzione, molto tempo, molto cervello. 

Non mi sono mai ritenuto né un Einstein a livello intellettuale né un Napoleone quale militare, ma almeno nella media sì. C'era qualcosa che non riuscivo assolutamente a capire e cioè come potessero coesistere una pianifica-