iGladio - GLADIO - La Verita' Negata

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zione ancorché particolare, di una precisione ultrapignolesca con un'assenza totale di pianificazione generale. Non ho passato notti insonni a macerarmi sul problema, ma comunque mi ci è voluto un po' di tempo, non dico per capire, ma quantomeno per darmi una risposta.

L'Organizzazione era stata istituita con uno scopo ben preciso (la Resistenza ecc... ecc...). Il primo obiettivo, o traguardo, era quello di reclutare il personale e addestrarlo. Quello che avrebbe dovuto fare si sarebbe visto poi. In altri termini per circa vent'anni si era pensato solo al reclutamento e all'addestramento anche perché non erano attività facili. Per reclutare una persona occorrevano mediamente 2-3 anni. Per portarla ad un discreto livello di addestramento ne occorrevano più o meno altrettanti. D'altra parte la dottrina (militare) e la capacità delle forze NATO negli anni cinquanta nonché gli avvenimenti dell'epoca (Ungheria-Cecoslovacchia ecc.) confermavano che una eventuale occupazione sarebbe durata anni, prima che fosse possibile tentare la riconquista delle aree occupate. Ancora negli anni '70 gli inglesi escludevano una occupazione del loro territorio, sulla base di quanto successo durante l'ultima guerra mondiale. In altri termini la pianificazione operativa non esisteva perché non c'era urgenza (poteva essere fatta con tutta tranquillità dopo l'occupazione) non c'era abbastanza personale (i quattro gatti esistenti erano impegnati nell'addestramento), non c'era tempo. Chi mi aveva preceduto non aveva neanche tentato di abbozzare qualcosa, sapendo a priori di essere a termine (e quindi di non poter sicuramente portare a termine l'opera) e di non disporre di personale con una pregressa esperienza nel campo. Rinunciare a combattere contro i mulini a vento non è una colpa.

Io sono uno che spesso ci ha provato e che qualche volta ha anche avuto la fortuna di vincere, magari solo per poco tempo perché poi, purtroppo, le pale degli intriganti, dei venditori di fumo, degli opportunisti, degli incompetenti e simile genia, ritrovavano il giusto refolo di vento per ricominciare a girare. I miei diciassette anni passati al Servizio sono pieni di battaglie di questo tipo. D'altra parte avevo scelto la carriera militare per passione, con la convinzione che io ed il mio reparto dovessimo essere sempre pronti ad entrare in azione a difesa del Paese (perché questo è il compito delle Forze Armate) prescindendo dalle elucubrazioni di quei politici o politicastri che, di norma a posteriori, blaterano sul fatto che non ve ne era alcun bisogno. La riprova pratica l'avevo avuta due mesi prima di essere trasferito a Roma, quando gli Jugoslavi avevano spostato truppe e cannoni verso l'Italia e scavavano trincee a 50 metri dal confine nelle zone di Ratece e del Predi!, lavori la cui progressione ogni mattina andavo personalmente a controllare appoggiandomi alle casermette di confine dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Decisi perciò che era il caso di cominciare a fare quello che