iGladio - GLADIO - La Verita' Negata

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tracce dappertutto. Lettera del Servizio allo SME con l'elenco nominativo di quelli da richiamare durante tutto l'anno; lettera ed elenchi dello SME ai Comiliter, da questi ai Distretti e poi alle caserme dei Carabinieri o ai Messi Comunali fino all'arrivo agli interessati. Parenti, amici e paesani ovviamente al corrente più i datori di lavoro ai quali l'interessato doveva far vedere (e probabilmente dare copia) la cartolina per giustificare l'assenza e non perdere posto e stipendio. Forse era un po' troppo.

La goccia che fece traboccare il vaso fu un Colonnello di un Distretto, piuttosto ficcanaso, che voleva sapere dai «richiamati», al rientro dove erano stati, cosa avevano fatto, in quale reparto ecc. Il primo provvedimento fu quello di intervenire per far trasferire immediatamente il ficcanaso. Ma questo non risolveva il problema alla base. Il punto essenziale era quello di eliminare le tracce che la prassi burocratica imponeva e non vi era altra soluzione che rinunciare ai richiami e affidarsi alla buona volontà e disponibilità degli affiliati.

Il vantaggio della «convocazione diretta» era quello di poter estendere reclutamento ed addestramento anche a chi non aveva fatto il servizio militare, e per certi incarichi non c'era nessun bisogno di guerrieri, anzi. E questo allargamento del reclutamento risolveva un altro degli annosi problemi sempre dibattuti e mai risolti.

Allo scoppio di un conflitto ci sarebbe stata la mobilitazione. Gran parte degli esterni sarebbe stata richiamata per cui l'organizzazione si sarebbe trovata decimata in partenza e costituita esclusivamente da vecchi o da non idonei al servizio militare e quindi non addestrati perché mai richiamati. A questi vantaggi si contrapponeva lo svantaggio della difficoltà da parte degli esterni di giustificare, in famiglia e sul lavoro, un'assenza specie se della durata di 15 giorni.

Per risolvere il problema ci siamo mossi contemporaneamente su due strade. Innanzitutto è stato rivisto tutto il sistema addestrativo riprogrammando tutti i corsi in tre settimane, anziché in due, ma non consecutive. Il personale arrivava a Roma la domenica sera e la mattina del lunedì veniva trasportato al CAG col solito aereo oscurato. In precedenza il primo giorno gli esterni lo passavano nella cosiddetta «foresteria» di Cerveteri (5 camere a due letti) installazione che serviva quale camera di compensazione tra la vita normale e la prevista clausura. Solo a quel momento gli veniva spiegato chiaramente cosa avrebbero dovuto fare e li si faceva sottoscrivere la dichiarazione impegnativa (accettare i doveri, mantenere il segreto ecc.ecc.) Chi voleva rinunciare, perché solo allora aveva capito, poteva farlo e veniva riportato in città. Col nuovo sistema non c'era tempo e l'indottrinamento veniva fatto direttamente in aeroporto a bordò dell'aereo prima del decollo. Chi non se la sentiva poteva scendere e tornava alla Stazione Termini (che io sappia non è mai successo).