iGladio - GLADIO - La Verita' Negata

37

Arrivati al CAG iniziava l'addestramento, intensivo, ed il sabato rientravano a Roma in tempo utile per essere a casa loro in serata. Tutta la pianificazione addestrativa veniva imperniata sul principio che era la centrale ad essere a disposizione degli esterni e non viceversa, come il sistema del richiamo consentiva di fare nel passato. Si programmavano una ventina di corsi all'anno, si comunicavano le date e si chiedeva se ed a quali volevano (e potevano) partecipare.

Il sistema imponeva maggior impegno per gli istruttori (ma erano lì per quello), minor numero di frequentatori per ogni corso, tempi di completamento della preparazione molto più lunghi, ma garantivano completamente la sicurezza. L'altra strada imboccata e seguita per un po' di tempo era quella della «cattedra ambulante».

Un paio di istruttori si recavano nella città ove esisteva una Rete e per una settimana, durante le ore serali, facevano addestramento a domicilio a chi ufficialmente aveva una riunione di lavoro, la partita a scopone con gli amici e altre giustificazioni simili. Con questo sistema ho fatto delle bellissime scorrazzate in barca a vela sul lago di Garda aspettando che arrivasse l'ora di andare a far lezione. Questa strada venne presto abbandonata perché era troppo dispendiosa e poco adeguata: due istruttori fuori sede per una settimana intiera per fare 3-4 ore di lezione al giorno, senza tutti i necessari ausili didattici e senza possibilità di fare pratica. Andava bene per rinfrescare la memoria a chi era già stato addestrato in precedenza, non certo per formare le nuove leve. L'altro aspetto dell'addestramento, forse il più importante, erano le esercitazioni. La pratica vale più della teoria, specie tenendo conto che col sistema della convocazione diretta tra un corso e il successivo passavano molti mesi, a volte anche un anno. E solo la pratica può confermare la validità della teoria o suggerire le necessarie modifiche, gli aggiornamenti. Fino agli anni 70 venivano programmate più o meno due esercitazioni all'anno. Una era un'esercitazione per Quadri, cioè fatta a tavolino, che coinvolgeva 2-3 elementi della Centrale e tutti i componenti di una Rete locale. Ogni anno si cambiava zona, mentre il tema era più o meno lo stesso e cioè la pianificazione di uno o più attacchi contro le forze nemiche che già da tempo avevano occupato il territorio nazionale od una sua parte. Si studiava come garantire l'infiltrazione e la successiva esfiltrazione di team di specialisti o di Forze Speciali, come e dove nasconderli, alloggiarli, sfamarli ecc... come raccogliere le informazioni relative agli obiettivi da attaccare e quelle di carattere più generale relative a tutta l'area per garantire la sicurezza di tutta l'operazione, le possibilità di movimento e così via.

Gli elementi della Centrale indirizzavano, correggevano, suggerivano e facevano la parte dei cattivi inserendo nuove difficoltà (coprifuoco improvviso, aumento dei controlli, spostamenti di truppe ecc.) mano a mano che la