iGladio - GLADIO - La Verita' Negata

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personale della Centrale ovviamente) che era quello di poter impiegare un numero elevatissimo di esterni (siamo arrivati a 40-50 per esercitazione) ma utilizzando i singoli per 2-3 notti al massimo. Ognuno svolgeva la sua parte di compito che veniva portato avanti in successione e fino al completamento, da altro personale, senza ovviamente che ci fossero contatti diretti tra di loro. Tutti si sentivano partecipi (ed entusiasti) e potevano giustificare senza eccessivi problemi le loro contenute sparizioni. Il realismo dell'esercitazione, ed è l'aspetto più importante, era dato dal nemico che era costituito, e chiedo scusa, dalle Forze Armate e dalle Forze dell'Ordine, alle quali non veniva preventivamente data alcuna informazione.

Ognuno agiva e si muoveva in un certo senso a proprio rischio e pericolo, sapendo che se veniva fermato da CC, PS ecc... doveva da solo giustificare credibilmente la propria presenza in quel luogo e a quell'ora. Solo in caso di arresto poteva tirare fuori una busta sigillata dentro la quale vi era un documento che attestava la sua partecipazione ad una esercitazione dello SMD e riportava il numero telefonico del centralino di una caserma nella quale era stata stabilita la Direzione Esercitazione.

La procedura non valeva solo per gli esterni, ma anche per gli uomini della centrale, ai quali era vietato utilizzare il tesserino del Servizio (se non a 5 secondi dall'impiccagione) a differenza di quanto purtroppo continua a fare ancora oggi gran parte del resto del personale del Servizio che sbandiera il tesserino anche per avere informazioni dai portinai, oltre che a passare gran parte della giornata negli uffici della Questura o dei Comandi dell'Arma, «per un proficuo scambio di vedute».

Che di realismo vero si trattasse, e non di finzioni addestrative, lo dimostrano alcuni episodi caratteristici quali il mancato sbarco sulla Costa Smeralda e relativo fugone, di un team proveniente dal mare, frustrato dalle fucilate di un gruppo di solerti vigilantes, o il fermo provvisorio, sempre in Sardegna, su segnalazione di un pastore, di un Colonnello della Centrale sorpreso dai CC in atteggiamento sospetto. O l'irruzione della Polizia, armi alla mano, in una casa che evidentemente, ma a posteriori purtroppo, sicura non era.

Il contraltare positivo è stato quello di riuscire a far infiltrare un team francese con un aviolancio notturno nei dintorni di Roma mentre le forze dell'ordine rastrellavano la zona a seguito del rapimento, avvenuto 24 ore prima, del figlio, un bimbo di 7 anni, di un noto personaggio.

L'operazione riuscì perfettamente e nessuno si accorse di nulla. Il solo individuato fu il sottoscritto che venne fermato alle tre del mattino ad un posto di blocco alle porte di Roma mentre rientrava a casa. E mi toccò far valere il tesserino, dato che avevo a bordo della macchina il mio quasi omologo francese.