iGladio - GLADIO - La Verita' Negata

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        Un'altro simpatico episodio fu quando, durante il periodo del rapimento dell'On.le Moro, esfiltrammo da piazza Pio XI di Roma a Civitavecchia, un ufficiale della Centrale, seduto dentro una cassa aperta da un lato, sistemata in un furgone con altre casse piene di rottami, superando indenni tutti i posti di blocco presidiati lungo l'Aurelia, da ferocissimi guerrieri in assetto di guerra.
        In entrambi i casi le esercitazioni erano già programmate e nonostante le ben poco velate proteste di «So tutto io» mi imposi perché non venissero né cancellate, né spostate.
        Volevo verificare le vere capacità degli esterni in una situazione reale.
        Le corna sicuramente fatte, di nascosto, da «So tutto» ed un buon pizzico di fortuna mi consentirono di aver ragione e di tirare un gran sospiro di sollievo, e mi fecero salire nella considerazione di tutto il clan.
        Ho citato solo alcuni degli episodi e delle situazioni che ci hanno fatto correre qualche brivido o ci hanno costretto a bloccare o rimandare l'attività in corso, ma ve ne sono stati numerosi altri in Friuli, in Liguria, in Piemonte, in Corsica ecc. senza contare le volte in cui un team pregava perché una eiaculazione precoce riducesse i tempi di attesa allo sbarco su una spiaggia occupata, non dal nemico ma, visto nel buio, da un mostro sbuffante e gemente a due teste.
        Posso dire con tutta tranquillità che, quando a dicembre '86 ho lasciato la direzione di Gladio, ho lasciato una organizzazione entusiasta e capace di raccogliere le informazioni necessarie alla condotta delle operazioni e di infiltrare ed esfiltrare senza problemi piloti, specialisti e VIP, categoria dalla quale personalmente oggi escluderei quasi tutti gli uomini politici che ho conosciuto (meno uno).
        Guerriglia e sabotaggio erano diventati appannaggio esclusivo delle Forze Speciali e degli specialisti della centrale, tutto personale ad un altissimo livello di preparazione.
        (Se) vi è stato un calo di rendimento negli anni successivi, al mio successore non resta altro che battersi il petto per almeno tre volte.
        Un capitolo a parte spetta all'addestramento «P» o propaganda che dir si voglia.
        All'inizio era previsto che fossero le Reti «I» a svolgere anche compiti «P». Gli addetti infatti si chiamavano «IP».
Poi venne deciso (io) di dividere i due compiti perché la massa dei dati da ricercare era enorme e gli scopi erano completamente diversi anche se spesso si compenetravano. Gli uomini che si sarebbero dovuti dedicare a questa attività venivano ricercati tra pubblicisti e giornalisti, ovviamente non tra personaggi tipo Biagi o Montanelli. Era piuttosto difficile fare un reclutamento così mirato, ma la legge 801 sulla riforma dei Servizi ci risolse definitivamente il problema mettendo la categoria tra i «non eleggibili».