iGladio - GLADIO - La Verita' Negata

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vano davanti il mare aperto, immediatamente alle spalle una «montagna» di circa 70 metri, tutt'attorno una fitta vegetazione mediterranea. Era pressoché impossibile capire dove si era. Per qualcuno eravamo all'Elba, per altri in Corsica o alle Eolie, in Sicilia o addirittura all'estero. Pochi furbi capivano o pensavano di essere in Sardegna, ma dove?

Da questo momento, e per tutta la settimana, si entrava in isolamento. Si poteva telefonare ogni tanto, ma non ricevere telefonate. La televisione, modernizzazione del '76, era bloccata su RAI 1 e RAI 2 ed oscurata sugli altri canali. Radio e macchine fotografiche off limits. Giornali nazionali senza cronache regionali o locali. Niente targhe od etichette, dall'acqua minerale alle scatole di cerini, dalle autovetture al digestivo.

Era proibito dire il proprio cognome, parlare di se stessi e della propria città. Era proibito allontanarsi dalla palazzina se non scortati dagli istruttori. L'accompagnatore della centrale era onnipresente, a tavola, al bar, in aula, in poligono ecc... Può sembrare banale, ma provare per credere. Il rientro «a terra» avveniva con le stesse procedure fino ai saluti ed agli abbracci alla stazione Termini il sabato verso mezzogiorno.

Una domenica mattina arrivò in ufficio una telefonata da uno dei Capi Centro (elementi della Centrale dislocati in alcune regioni) per avvisare che il Sig. «Rossi» al suo rientro dal corso era stato ricoverato alla neuro del locale ospedale.

In treno aveva cominciato a parlare da solo e poi sempre più eccitato aveva cominciato a dare in escandescenze. Erano intervenuti il controllore ed il capo treno che oltre a tentare di calmarlo avevano, vista la situazione, chiamato la stazione di arrivo perché predisponessero un'ambulanza. Nel suo delirio aveva detto di aver sparato, di essere sbarcato di notte clandestinamente su una spiaggia sfuggendo al nemico, e cose del genere.

I nervi gli avevano ceduto e tutte le cose vere che diceva di aver fatto, mescolate ad altre cose strampalate, sembravano talmente impossibili e fuori del normale che i medici lo trattennero per diversi giorni fino a che non si riprese completamente. Da quel giorno uno degli psicologici a turno si faceva la sua settimana al mare, come accompagnatore o istruttore, chiacchierando, ascoltando, sondando umori e stati d'animo, e al rientro redigeva un profilo dei singoli allievi. Non ci sono mai più stati casi analoghi.