iGladio - GLADIO - La Verita' Negata

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fante «X», la licenza al marinaio «Y» o il congedo anticipato all'aviere «Z» Ma.... Ma il mondo esterno era diviso in due, quelli che sapevano che ero ufficiale e quelli che non lo sapevano. Per tutti ero uno che si assentava troppo spesso da casa e che andava troppo all'estero.

Perciò per i primi stavo ad un ufficio che trattava con la NATO, e dai ad imparare a memoria i cognomi degli ufficiali italiani che stavano a Bruxelles, Parigi ecc.., ma attenzione a glissare nelle conversazioni perché è tutta gente che non mi ha mai incontrato in vita sua, dato che i contatti li avevo nelle sedi dei Servizi o del CPC. Per i secondi ero un funzionario degli Esteri che si occupava di cooperazione internazionale, senza approfondire troppo. Anche qui mi sono dovuto imparare a memoria diverse pagine dell'annuario del Ministero. Una sera venni invitato ad un party. Arrivato supposta mi accorsi che nella sala c'erano conoscenze di tutte e due le categorie. Feci dietrofront e tornai a casa. Neanche Smiley se la sarebbe cavata.

Il problema più grosso era quello rappresentato dall'ambiente del servizio. La posta andava e veniva alla Sezione senza che nessuno fosse autorizzato ad aprirla. La contabilità, controllata dal Capo Ufficio, andava direttamente a Palazzo Baracchini senza passare dal Nucleo Amministrativo dell'Ufficio. Gli appunti venivano portati a mano dal capo Sezione al capo Ufficio e da questo al Direttore del Servizio e viceversa. Cosa c'era di tanto segreto che gli altri non potevano sapere? E che ci facevano tutti quei paracadutisti o sommozzatori? E dove andava la gente che spariva per settimane intere? Al Servizio, per abitudine, ognuno si fa i fatti suoi e in genere non si guarda nel piatto degli altri. Ma tutte queste domande senza risposta, il non sapere neanche grosso modo di che si trattava, dava sui nervi a molti, e la cosa era acuita dalla compattezza della Sezione, una enclave di serenità, di tranquillità e di riserbo, immersa nel calderone borbottante di Forte Braschi. A volte era sufficiente essere bruschi e mandare a quel paese chi cercava di annusare troppo ma, normalmente, era sempre molto difficile raccontare cose credibili, sapendo di essere sotto osservazione da parte di gente che era in condizione di avere numerosi dati di riscontro. Al di fuori del Forte la situazione era più facile perché, per prassi, nessuno conosceva nessuno. Non ci si frequentava se non in casi eccezionali e comunque mai in compagnia di estranei. Se ci si incontrava per strada ognuno tirava dritto senza neanche abbozzare un mezzo saluto. Nessuno, neanche occasionalmente doveva poter collegare uno ad un'altro.

Altro aspetto era quello delle relazioni con gli esterni. Dovevano sapere che eri uno della Centrale ma non dovevano sapere chi eri effettivamente e quindi dovevi stare attento a non fornirgli nessun elemento per identificarti, il che, ad esempio nella tua città natale, non è una cosa semplicissima. Di norma girando per l'Italia avevamo un documento di copertura