iGladio - GLADIO - La Verita' Negata

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tano ufficiosamente, e comunque a scanso di equivoci prendono nota - bisognava inventarsi altre storie che garantissero un minimo di credibilità che. tra l'altro, si sapeva avrebbe dovuto superare il vaglio di tutta la catena gerarchica, il che non è decisamente una operazione facile. Devo dire che la collaborazione è stata sempre ottima anche perché non raccontavamo frottole ma la verità, solo non tutta la verità. Parlavamo di attività di personale del Servizio e ci dimenticavamo di accennare alla presenza degli esterni Una volta avevamo organizzato una esercitazione di esfiltrazione aerea dalle parti di Frosinone. Dovevamo utilizzare un vecchio aeroporto chiuso da tempo sul quale, utilizzando le solite nostre tecniche (niente radioassistenze niente collegamenti radio, niente illuminazione ecc), doveva atterrare e ridecollare, immediatamente dopo l'imbarco di due «agenti», un piccolo executive a turboelica. Chiedemmo all'Aeronautica di fornirci assistenza con tutti i mezzi necessari, ambulanza, antincendio ecc. per un addestramento all'atterraggio e decollo notturno di un aereo, ma non avvisammo l'Arma; dato che si operava in un luogo chiuso e del Demanio militare.

Ma il diavolo fa le pentole, non i coperchi! Un'autoradio dei locali CC in giro per un normale controllo passò nei paraggi e, vedendo tutti questi: mezzi vicino alla recinzione, si fermò per controllare e poi si attaccò alla radio. Arrivò la macchina col Brigadiere comandante la locale Stazione CC .Ancora la radio. Arrivò un'altra macchina col Tenente. Ancora la radio con seguito di comandante di compagnia. Radio ancora... Alla fine quasi un terzo dei carabinieri del Lazio era sul posto. Per non sapere né leggere ne scrivere ci identificarono tutti e fecero la segnalazione fino al Comando Generale che la rimbalzò al Direttore del Servizio che, sapendo tutto ovviamente, la rimbalzò a me. Nessuno si accorse dei due che avevano aspettato l'aereo sdraiati ai margini della pista, vi erano scivolati dentro e se ne erano tornati a casa, tutto nel giro di 1-2 minuti. Il problema più importante era però quello della sicurezza riferita agli esterni. Era un problema di diritto-dovere, oltreché di reciproco interesse. Dovere da parte della Centrale ; fare il possibile per salvaguardare gli esterni specie per quanto atteneva alla loro identità.

Diritto da parte loro a non essere messi nelle condizioni di farsi individuare da estranei all'organizzazione. Interesse reciproco perché da una parte si voleva avere la garanzia di poter contare, all'emergenza, su di un esercito sicuramente clandestino e dall'altra si voleva avere la garanzia che si sarebbe rischiato, per convinzione ed a ragion veduta, solo al momento in cui la Patria si sarebbe trovata veramente in pericolo. Tutto questo comportava una serie di norme e di comportamenti piuttosto rigidi, una ferrea compartimentazione tra centrale ed esterni e fra gli esterni stessi, complicati sistemi per contattarsi, quasi mai in forma diretta, l'adeguamento della cen-