iGladio - GLADIO - La Verita' Negata

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quindi di aver fornito dati veri e reali senza camuffarli (tenuto conto che tale operazione si è svolta tra marzo ed aprile del 1990 e cioè mesi prima dell'intervento formale della Magistratura). Io sono colpevole di non aver tenuto conto che, avendo informato personalmente il Presidente del Consiglio, nonché il Capo della Polizia ed il Capo di Stato Maggiore dell'Arma dei Carabinieri, che durante i controlli c'erano state fughe parziali di nominativi, riprese da giornalisti locali a Torino e Rovigo, ad una esclamazione dello stesso Presidente del consiglio dei Ministri del tipo «questo non deve succedere» non era seguito, per quel che mi risulta, alcun provvedimento nei confronti di chicchessia. Io sono colpevole di omissione per non aver fatto distruggere tutta la documentazione esistente, come suggeritomi a livello battuta da qualcuno del Palazzo, per troppa buona fede ed eccessiva fiducia negli altri (anche se gli altri si identificavano nelle Istituzioni), quando ancora la documentazione era in esclusivo possesso del Servizio. Io sono colpevole di omissione anche per non aver dato disposizioni perché si controllassero e ripulissero gli archivi eliminando tutti quei documenti che, visti a se stanti e non nel contesto generale, avrebbero potuto (come è successo) dare adito a sospetti, strumentalizzazioni, false o falsate interpretazioni. Io sono colpevole, altra cosa rinfacciatami dai «gladiatori», di essermi attenuto (e di aver preteso altrettanto da tutta la «centrale») alle disposizioni ricevute di cessare immediatamente qualsiasi rapporto con gli esterni, di averli abbandonati a se stessi, senza consigliarli o indottrinarli.

Alcuni degli esterni mi hanno detto che da bravi Ufficiali di Stato Maggiore eravamo riusciti a ripetere l' 8 settembre '43 lasciando le truppe allo sbando e senza disposizioni. Ed è purtroppo vero. Io mi sento con la coscienza a posto, di fronte alla Patria ed al Paese, di fronte alla legge ed ai Magistrati, di fronte a me stesso. Ma contemporaneamente mi sento colpevole di tradimento nei confronti di quegli uomini che hanno creduto e si sono offerti in prima persona per cooperare a garantire la Libertà del nostro Paese. Non mi pesano i procedimenti giudiziari o gli articoli di giornale, ma l'idea che qualcuno possa veramente credere di essere stato scientemente tradito e scaricato dall'Organizzazione. L'altro elemento che mi pesa è il sapere che la pubblicazione dei nominativi ha avuto per alcuni conseguenze materiali, sia in ambito familiare (almeno un divorzio sicuro), sia nel campo del lavoro (licenziamenti, trasferimenti, cambi di incarico, danneggiamenti alle proprietà) sia nel campo sociale (emarginazione, scomparsa di amicizie ecc). Non posso piangere sul latte versato, che d'altra parte, in tutta onestà, non ho versato io ma qualcun altro, che oltretutto non se ne vergogna affatto. Per tornare all'argomento devo dire che la sicurezza ha fatto sempre premio su qualunque attività della organizzazione. Il silenzio sulla sua esistenza per oltre 40 anni ne è la dimostrazione anche a dispetto di quanto ne