iGladio - GLADIO - La Verita' Negata

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mune accezione «sovvertimento interno» equivale a «terrorismo» una delle forme più esasperate di lotta politica. Sempre nella comune accezione il termine «insurrezione» indica la fase finale di una piuttosto accesa lotta politica per abbattere con la forza, il potere in carica (e quindi, almeno formalmente, legale). Da sottolineare che questi documenti oltre ai compiti citati riportavano anche lo scopo dell'eventuale intervento della Gladio e cioè la liberazione del territorio «per ristabilirvi i poteri legali e le istituzioni legittime». In questo gruppo di documenti può essere inserita anche la nota esercitazione «Delfino» del '66 nella quale tra gli argomenti trattati (a tavolino essendo una esercitazione Quadri) si esaminavano le possibili reazioni di «controinsorgenza» ad attività di «insorgenza».

Questo termine di origine anglosassone, ha anch'essa un significato abbastanza preciso nella lingua italiana. Con questo vocabolo si sintetizzano tutte le attività che una parte conduce contro il governo in carica a premessa della soluzione finale che è, e resta comunque, l'insurrezione. Per il codice penale l'insurrezione (armata) è un delitto che deve essere punito dalla magistratura prescindendo da quale sia la corrente politica alla quale appartiene il Giudice (o no?!). Liberare la o le parti del territorio eventualmente occupato dagli insorti era un dovere/diritto dello Stato (o no?!). A meno Costituzione e Codici non prevedano espressamente insurrezioni lecite ed insurrezioni illecite. Ma neanche chi ha versato il cervello all'ammasso mai avuto il coraggio di fare affermazioni del genere.

A questi «buoni» propositi, che peraltro non riappaiono più nella documentazione successiva, non fanno riscontro particolari predisposizioni operative, né specifiche modifiche ai programmi addestrativi o modifiche ordinative e organizzative. In altri termini, anche se qualcuno nel passato aveva preventivato di far coincidere la politica, o meglio una specifica politica, con la difesa della Patria, quest'ultima ha avuto la prevalenza. Nessuno ha predisposto, realizzato o concretizzato qualcosa che potesse dare corpo a queste idee, rimaste esclusivamente sulla carta. Per lo meno questo è quanto risulta dagli atti, dai fatti, dalla memoria di chi ha vissuto quegli anni all'interno dell'organizzazione. Il difficile, purtroppo, è dimostrare la verità quando la contrapposizione è tra fatti non avvenuti ed illazioni, quasi sempre strumentali. Il secondo gruppo di documenti, cronologicamente primo, si riferisce ai rapporti bilaterali tra SIFAR e CIA nella seconda metà degli anni '50. In alcuni di questi documenti (dicembre '58) si parla espressamente di «controllo e neutralizzazione delle attività comuniste». Qui l'intromissione della politica in attività concernenti la difesa del Paese è, purtroppo, incontrovertibile. Ma dalle stesse relazioni delle Commissioni Parlamentari di inchiesta sulla Gladio, non sempre proprio molto obiettive a detta di alcuni degli stessi loro membri), risulta inequivocabilmente che per