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iGladio - GLADIO - La Verita' Negata

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da parte USA c'è stato. Nelle vecchie carte che facevano seguito all'accordo del '56 c'era un codicillo nel quale era espressamente detto che «per motivi di sicurezza» il SIFAR era tenuto a passare alla CIA i nominativi dei nuovi reclutati. Credo che nella fase iniziale questa disposizione sia stata rispettata e che poi nel tempo sia caduta in disuso come tante altre cose. Quasi sicuramente non lo era nel periodo '72-'74, almeno ritengo. In uno dei primi colloqui faccia a faccia, il contatto della CIA a Roma (il numero tre o quattro credo) mi disse che il suo Servizio si aspettava che io continuassi a fornire i nominativi dei nuovi assunti. Risposta interlocutoria iniziale e poi risposta affermativa. Nulla contro a fornire i dati richiesti come nel passato (ma quale ?) però gli USA avrebbero dovuto fornire i dati relativi al previsto impiego in Italia delle loro Forze Speciali già pianificato e non concordato col Servizio o con SMD (all'epoca non esisteva ancora una pianificazione operativa in materia e non vi era quindi nessun coordinamento tra Servizio e Forze Armate). Il professionista ascoltò, prese nota, salutò e tornò in Ambasciata.

Non si parlò mai più dell'argomento. Devo dire che nei miei 12 anni di Gladio e 17 di Servizio ho sempre avuto modo di constatare che un professionista sa fino a dove può arrivare e quando è il momento di fermarsi. Ci proverà comunque, ma si fermerà se il suo interlocutore è un altro professionista. Continuerà ad oltranza se dall'altra parte non c'è qualcuno all'altezza della situazione. Ovviamente il bisogno (soldi - materiali - tecnologie ecc.) possono tarpare le ali anche al migliore dei migliori. Io mi sono trovato nelle condizioni di essere povero, per decreto, e quindi libero. Professionista lo sono diventato col tempo.

Nel 1986, quando ho lasciato la Gladio per assumere altro incarico ho avuto il piacere di ricevere, da parte del Club riunito, applausi a scena aperta. E non era una formalità, come non era un riconoscimento alla persona ma al rappresentante italiano. E ciò a prescindere dalle attestazioni, in separata sede, da parte di singoli paesi. Quando nel '90, come Capo di Stato Maggiore del Servizio, ricontattai alcuni dei paesi dell'ACC per chiedere documenti che avrebbero dovuto essere consegnati alla Magistratura ed alle Autorità Politiche, l'atmosfera era completamente cambiata. Da un paese ricevetti un bel NO secco (e scritto), da un'altro un NO un po' più smussato ma accompagnato da una bella risata (telefonica), da un terzo sempre un NO accompagnato da una postilla: su disposizione del loro Presidente (della Repubblica) non avrebbero mai più avuto alcun contatto col Servizio italiano in materia. A chi dei Palazzi mi chiedeva cosa stessero facendo gli altri paesi, in merito alle loro organizzazioni stay-behind, rispondevo che le sole fonti rimaste erano Le Monde, la Frankfurter Allgemein e simili (2000 lire a copia all'edicola di via Veneto a Roma). Ad un risultato del genere, forse, c'era riuscito il governo Badoglio l'8 settembre del 1943.