iGladio - GLADIO - La Verita' Negata

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mune, questa operazione è un attentato alla Costituzione ed alla Libertà del Paese.

Se un partito (non lo Stato od un suo organismo) riceve una analoga sovvenzione da parte di un organismo statuale di uno «stato estero e nemico» (o quanto meno inserito ufficialmente nell'elenco dei paesi potenzialmente ostili) questo è un affare interno che fa parte del gioco democratico. Se esponenti o manutengoli di singoli partiti intascano tangenti di miliardi, per spendere i quali a titolo personale occorrerebbero generazioni di figli e nipoti, questo è un affare personale del singolo che è stato beccato con le dita nella marmellata. Se non avessi un elevato senso dello Stato, mi vergognerei di essere cittadino italiano e avrei già lasciato questo Paese da tempo.

Ma oltre alle sovvenzioni, l'Operazione Gladio ha avuto anche un costo diretto che gravava sul bilancio del Servizio. A memoria, posso dire che le spese per l'organizzazione nell'ultimo decennio assommavano a circa 350 milioni all'anno; nei 25 anni precedenti, cioè dalle origini al 1980, la media non ha sicuramente superato i 220 milioni all'anno (cifre valutate ai costi e controvalori odierni). Questo significa che nei trentacinque anni di esistenza di Gladio, l'Esercito ci ha rimesso grosso modo meno di un, e ribadisco uno, elicottero tipo AB 412 (costo 8 miliardi e 800 milioni). Non so fare i conti per la Marina, ma penso che la gestione delle sue barche a vela, le prestigiose Orse, non sia molto lontana. Per quanto riguarda l'Aeronautica un Tornado costa tra i 70 ed i 74 miliardi. Ma quello che più è interessante è che un'ora di volo di un DC 9 o di Falcon 50 costa tra 4.5 milioni ed i 3.5 milioni. Quattro ore di volo per riportare il Ministro della Difesa a casa, dopo una settimana ministeriale fanno 56-72 milioni al mese, circa 1/5 di quanto occorreva a far funzionare un organismo che H 24 per 365 giorni all'anno era a disposizione esclusivamente per la difesa del territorio nazionale. E per quanto riguarda l'ambito del Servizio gli addetti ai lavori sanno perfettamente quanto costa, come spese di gestione, un centro di Controspionaggio.

Con 350 milioni all'anno, non si copre di certo, non dico tutta l'Italia, ma neanche la metà, anzi molto ma molto meno (e non parliamo di centri all'estero!) Come si vede anche il Servizio si è sempre preoccupato in maniera determinante di quella entità che in caso di occupazione del territorio avrebbe rappresentato «il Servizio», per antonomasia, dell'intero Paese, dato che tutto il resto avrebbe preso il fugone o sarebbe stato spazzato via dal nemico. Che il, giustamente famoso SIM nel periodo '43-45 fosse stato costituito esclusivamente da due sezioni (oltreché da una sezione di supporto tecnico) delle quali una si occupava del controspionaggio nei territori liberati, mentre l'altra svolgeva le stesse identiche funzioni della Gladio nei territori occupati dai nazifascisti, era un passato, un'esperienza, che non aveva insegnato niente a nessuno (fatta eccezione per quei pochi illusi assegnati allo specifico settore).